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lunedì 4 novembre 2013

Perché fa discutere un'affermazione di Bill Gates

Internet salverà il mondo o solo le fotografie?

di Cristian Martini Grimaldi

Internet non salverà il mondo, ha detto Bill Gates in un'intervista al "Financial Times". Non si può non essere d'accordo. Ma stiamo scoprendo delle ovvietà. Se le affermazioni del fondatore di Microsoft fanno tanto discutere è perché invece sono un'eccezione. Se guardate a coloro che esaltano gli strumenti quali social network e affini, scoprirete che non si tratta solo di fanatici, ma di persone con un determinato interesse. Costoro, infatti, decantano le "doti salvifiche" della Rete per promuovere una propria attività. 
Il punto è che internet è strumento innovativo, certamente rivoluzionario e ormai essenziale: non c'è certo bisogno di esperti o tecnici che ce lo debbano spiegare. Ma una cosa sono le grandi idealità (come vorremmo che internet venisse utilizzato), un'altra cosa è come la gente veramente percepisce e realmente vive la Rete. 
Se si chiede a un giornalista cosa pensa di twitter, costui dirà che è un grande strumento di diffusione di informazioni come pochi altri al mondo. Poi ti capita di conoscere quei ragazzi che su twitter non hanno cinquemila follower e ti rendi conto che sono su twitter perché di twitter si parla tanto. Il che ricorda la storiella di quel tale che prendeva l'auto il giorno in cui erano autorizzate alla circolazione le targhe pari semplicemente perché la sua era pari, e non perché ne sentisse un reale bisogno. E però quello stesso utente twitter che in quella piattaforma non è molto attivo (perchè se non hai follower dov'è il divertimento?) posta foto in continuazione sul suo instagram. Infatti, se escogitare battutine salaci e giochini di parole per suscitare interesse (come accade su twitter) non è da tutti, su altri social, diciamo meno esigenti, basta qualche foto "artistica" e il gioco è fatto. 
E allora se uno dovesse rinnovare la domanda a questo utente medio dei social network, ovvero se internet salverà mai davvero il mondo, forse otterremo una risposta del genere: "Se salverà il mondo non lo so, ma intanto è il migliore strumento che ho per salvare le mie foto".
Quale sia poi il senso ultimo di salvare centinaia, anzi forse migliaia di foto, non è dato sapere. E forse è questa la domanda davvero interessante da porre a Gates.


(©L'Osservatore Romano 4-5 novembre 2013)

giovedì 13 dicembre 2012

Il Papa invita a vivere l'Avvento riprendendo in mano la Bibbia


Alla ricerca dei segni di Dio
in un mondo distratto

Primo tweet lanciato da Benedetto XVI al termine dell'udienza generale nell'Aula Paolo VI
 
"Cari amici, è con gioia che mi unisco a voi via Twitter. Grazie per la vostra generosa risposta. Vi benedico tutti di cuore".Al termine dell'udienza generale di mercoledì mattina, 12 dicembre, da un tablet offertogli da quattro giovani, Benedetto XVI ha lanciato il suo primo "cinguettio" nella rete dall'account @pontifex, dove i followers sono già più di un milione.
Un gesto spiegato indirettamente durante la catechesi, quando il Pontefice ha sottolineato che "Dio non si è tolto dal mondo, non è assente, ma ci viene incontro in diversi modi, che dobbiamo imparare a discernere". E tra i gli spazi in cui è possibile scorgere i segni della presenza di Dio nel mondo ci sono anche i nuovi strumenti che la tecnologia mette a disposizione per comunicare, soprattutto nell'ambiente dei giovani.
Nella sua riflessione, tutta dedicata al tempo dell'Avvento, il Papa era partito dalla premessa che Dio manifesta il suo volto in Gesù di Nazaret e chiede la decisione dell'uomo di riconoscerlo e di seguirlo: "Il rivelarsi di Dio nella storia - ha detto in proposito - per entrare in rapporto di dialogo d'amore con l'uomo, dona un senso nuovo all'intero cammino umano". E in tal modo "la storia non è un semplice succedersi di secoli, ma il tempo di una presenza che apre a una solida speranza". Da qui l'invito di Benedetto XVI, soprattutto in questo Anno della fede, a riprendere "in mano sempre più spesso la Bibbia per leggerla e meditarla, e a prestare maggiore attenzione alle Letture della messa domenicale". Del resto, per i cristiani la parola Avvento "indica una realtà meravigliosa e sconvolgente: Dio ha varcato il suo Cielo e si è chinato sull'uomo; ha stretto alleanza con lui entrando nella storia". Ecco allora che il tempo liturgico in preparazione al Natale "ci ricorda sempre di nuovo" questa presenza divina nelle vicende umane; perciò anche noi "con la nostra fede, la nostra speranza e la nostra carità, siamo chiamati ogni giorno a scorgere e a testimoniare questa presenza, nel mondo spesso superficiale e distratto".


(©L'Osservatore Romano 13 dicembre 2012)
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